ebookabilia
Venerdi sarò a Webdays, rassegna torinese dedicata alle nuove tecnologie, per parlare di seconda vita dei contenuti, con Marco Ferrario e Mafe de Baggis. Sulla seconda vita dei contenuti non so se ho cose interessanti da dire, e Marco spero possa sopperire alla mia mancanza, venerdi vorrei invece parlare di contenuti digitali, supporti e prezzi. Partendo sempre dal libro, perché di libri mi occupo. Qui sotto un tentativo di post con qualche spunto di riflessione.
E’ da qualche giorno sbarcato in redazione un iliad, lettore ebook molto pratico e utilizzabile. Ce lo stiamo un poco palleggiando tra di noi, ed ha anche esordito in trasferta al seguito di Virginio, comportandosi egregiamente.
Tutto questo inutile preambolo per, in realtà, svolgere alcune considerazioni sul prezzo di vendita degli ebook (non dei reader, ma proprio dei libri digitali).
Una posizione ricorrente che mi capita di ascoltare o leggere riguardo al prezzo degli ebook vorrebbe che i libri digitali costassero poco. Che il loro successo dipenda esclusivamente dalla loro economicità.
La tentazione di percorrere questa strada e utilizzare solo ed esclusivamente la leva del prezzo, puntando a grandi numeri è molto forte, eppure…
Stamane, svegliandomi, ho incrociato lo sguardo con la dozzina di libri appoggiati accanto al letto, in attesa di essere sfogliati, letti, scartati, compulsati. E mi sono accorto, una volta di più, che è il tempo di lettura ciò che distingue il libro dalla musica o dal cinema. Ad un libro devo necessariamente dedicare del tempo, tempo che non posso comprimere, se non saltando delle pagine, tempo che non è infinito, ruotando sempre e comunque all’interno delle ventiquattro ore giornaliere.
Arrivando in ufficio, nella mia casella di posta interna ho trovato le edizioni tascabili di due titoli del nostro catalogo, riversati nella Universale Economica Feltrinelli.
Il parallelismo tra paperback/hardcover e ebook/libro è molto invitante. L’avvento dei tascabili, con il loro formato e prezzo popolari li ha fatti diventare il formato più diffuso per i libri. I prezzi bassi dei tascabili, però, dopo un iniziale assestamento, con l’affermarsi del formato e la sua diffusione non hanno continuato a scendere, tutt’altro. I prezzi di paperback e hardcover crescono, lentamente agganciati agli aumenti generali, ma crescono.
Non disponiamo di tempo di lettura infinito. Sui nostri comodini non potrà quindi crescere esponenzialmente il numero di libri elettronici o cartacei, nemmeno se essi costassero 3 euro.
Nella definizione del prezzo di un libro elettronico, quindi, entrano in gioco le solite variabili che governano il business model dell’editoria: costo di produzione, diritti, costo di distribuzione, margine atteso. Insomma il solito e noioso modo di far di conto degli editori, che è il solito noioso modo di far di conto di tutti gli imprenditori.
Vedo poco spazio per considerazioni riguardo il prezzo atteso dal pubblico, la necessità di imporre un nuovo formato etcetera.
Se il tempo di lettura è una risorsa finita e i vantaggi dello strumento elettronico stanno più nell’elasticità e ricercabilità dei contenuti, il modello di business degli ebook deve essere costruito attorno alle differenze. Teoria abusata ma per me in questo caso efficace per costruire il modello di business: La coda lunga. Titoli in consultazione infiniti, modello di biblioteca a scaffale aperto.
Il prezzo di riferimento dell’ebook di Stephen King o Paulo Coelho continuerà ad essere costruito secondo le vecchie metriche, poco inclini al pensiero che esistano milioni di lettori irraggiungibili con gli attuali prezzi di copertina.
I lettori, così come il tempo di lettura sono finiti, e il loro numero temo sia in continua diminuzione.
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