Second Life
Nonostante sia un’appassionato da sempre di MUD, giochi online, MMPORG e tutto il resto, second life non mi ha mai convinto molto. Tutti ne parlano e tutti ci si infilano e forse è giusto così, ma la mia impressione è che tutti lo facciano per avere una qualche forma di ritorno di immagine sui media, non per fare chissà che dentro second life. Del resto un articolo sul simpatico quotidiano nazionale che racconta le gesta di venditori di biancheria, telefoni, automobili, profumi, case, mobili, orologi su SL oramai non lo si nega a nessuno. Anche apogeo è ospitato con i suoi ebook in una bella libreria virtuale in second life. (Biblioteca Archimedica).
E allora che sia chiaro, come evidenziato da Clay Shirky, in un vecchio articolo e rincarato da questo articolo di techcrunch anche in SL ci si va perchè ne parlano i media, non per fare soldi. almeno non oggi, ma io credo nemmeno domani.
E non credo nemmeno che si possa riproporre il vecchio tema che le comunità virtuali sono uno strumento di analisi dei comportamenti e di modifica degli stessi imprescindibile per comprendere l’impatto delle tecnologie sugli aspetti sociali. E’ un discorso che fa molto 1993 e molto MUD e molto Rheingold. Alla fine partecipare ai newsgroup, chattare in IRC e tutto il resto ha insegnato molto di più dell’analisi della vita nei MUD.
io per me mi tengo l’esperienza di Woobinda Chat, circa 1995, vera palestra della socialità online, osservata dal punto di vista privilegiato di chi, insieme a roberto e marco l’aveva inventata e gestita.
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