magari.it esce come e quando può

fifty/fifty

Più che la crescita vertiginosa delle vendite di ebook, piccole gocce che raddoppiano, formando gocce più grandi, mi impressiona un altro dato: se diamo retta agli ottimisti della rivoluzione digitale (tra gli altri l’AD di Simon&Schuster, o Shatzkin) nel giro di pochi anni il 20/25% degli acquisti di libri saranno rappresentati da Ebook.
La somma di Ebook (il cui acquisto si completerà in rete o attraverso applicazioni mobile) e libri cartacei acquistati via web (Amazon vale già ora il 25% del mercato USA) fa 50. Un libro su due acquistato attraverso la rete. Più ancora che agli ebook, mi viene da pensare che gli editori non siano attrezzati per questo, per non parlare delle librerie grandi e piccine, di catena come no, nella GDO come lungo le autostrade.


avviso ai naviganti

domani sera (martedi) sarò a Cologno Monzese a parlar di libri in rete. il programma qui.


monopolio

Una breve nota e un link. Amazon capitola di fronte alle resistenze di Macmillan perché l’editore ha il “monopolio dei titoli da se medesimo pubblicato”.


Honi soit qui mal y pense

Si fa un gran discutere, nell’ultimo periodo, di quale sara’ il ruolo degli editori (quotidiani e riviste ma anche libri) nel prossimo futuro. Ebook, tablets, cellulari, cloud. Acquisti e copie che diventano licenze e abbonamenti, carta che diventa bit. Un op-ed article di Galassi, presidente di Farrar, Straus e Giroux [link], a proposito della recente decisione degli eredi di William Styron di cedere i diritti digitali delle opere a un editore specializzato (Open Road Integrated Media) rappresenta un interessante resoconto ’storico’ del lavoro dell’editore e del contributo, spesso fondamentale, che editor, marketing e vendite possono dare nel migliorare le opere dell’ingegno. Da editore risuonano molto. Ritrovo tutta la ‘fatica’ che facciamo ogni giorno insieme agli autori per confezionare dei buoni libri. Gli Ebook, secondo Galassi, cosi mi pare di capire, sono solo ultima emanazione di un opera che è stata nel corso della sua vita, hardcover, tascabile, riduzione teatrale radiofonica o cinematografica e via discorrendo, e può essere solo l’editore a cederne i diritti. Una bel tema, davvero. Editore come deus ex machina assoluto delle opere dell’autore.

Eppure, al contempo, qualcosa stona. Come ha ben raccontato Richard Nash, gli editori hanno sempre cercato di spalmare i propri investimenti, l’immobilizazione di capitale rappresentato dal magazzino e quanto altro a monte e a valle della loro posizione, con royalty contenute agli autori e un rapporto con distribuzione e librerie molto ‘controllato’. Se sparisce il magazzino? Se l’accesso al mercato non è più ‘controllato’ e limitato? Il libro dematerializzato costringerà tutti gli attori del libro, come ama dire Giuseppe Granieri, a ridisegnare la mappa degli interessi. perché non è sempre vero che L’editore ricopre il ruolo raccontato da Galassi. Forse gli editori piccoli e indipendenti trovano ancora il coraggio di non guardare ai meri numeri e dedicarsi agli autori. I grandi conglomerati editoriali sono sempre meno al servizio dell’autore e sempre più al seguito del mercato.


il significato di aperto

Personalissimo post sotto l’albero, dopo quelli tradizionali raccolti da squonk, dedicato a google, e agli eretici: dovevamo capirlo dieci anni fa, quando si presentarono dicendo “Don’t do Evil”, ma la droga di trovare tutto quello che ci serviva nel marasma della rete era troppo sballante e troppo suadente.
Excusatio non petita, accusatio manifesta…


Carta dei Cento

In calce all’appello per il libero Wi-Fi c’è persino la mia firma… http://bit.ly/75QJ7C


leggere digitale

via boing boing una bellissima vignetta sul leggere e pubblicare digitale


i libri come la musica

Una delle grandi paure degli editori di libri è quella di fare la fine delle major discografiche, travolte dallo scambio immenso e quasi completamente incontrollato di musica online.

E con loro gli autori, detentori dei diritti originari delle varie opere, altrettanto terrorizzati.

Da qui la rigidità di molti nel testare strumenti di distribuzione digitale dei contenuti, barricati dietro DRM e altri strumenti di controllo che poco hanno a che fare con la libertà di distribuzione, dono, prestito del libro cartaceo.

Da editore alle prese con gli stessi problemi, quando si tratta di queste paure mi do una risposta forse troppo semplice ma che mi aiuta a rimettere in ordine i pensieri.

La lettura e’ una attività prevalente. Non posso leggere e fare qualcosa d’altro, come accade con la musica. Ciò significa che a seconda del mio ritmo di lettura, il numero di libri che potrò leggere è finito. Gli scaricatori compulsivi di file digitali saranno lettori di una minima parte di quello che scaricano, la disponibilità degli stessi file sui circuiti p2p diventa quasi una opportunità di marketing.

il mio auspicio è che la diffusione di e-reader e di contenuti digitali, e la sempre maggior semplicità di acquisto degli stessi (vedi il bell’articolo di steven berlin johnson) renderà possibile l’acquisto di impulso, allargando la base dei lettori forti e aumentando il numero di libri che gli stessi lettori acquistano.


quality for quality sake

uomo artigiano

decisamente coinvolto dalla lettura di Richard Sennet, L’uomo artigiano.


commento politico

barack obama, di anni 47, è il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.

47…


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